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con Remo Girone 

testo e regia di Giorgio Gallione 

scene e costumi Guido Fiorato  

luci Aldo Mantovani  

progetto artistico Giorgio Gallione e Gianluca Ramazzotti 

produzione Ginevra Media Production e teatro Nazionale di Genova 

Non voglio che le persone pensino che è stato possibile che i nazisti abbiano ucciso milioni di persone e  poi l’abbiano fatta franca. Ma io voglio giustizia, non vendetta.  Simon Wiesenthal  

A cavallo tra un avvincente thriller di spionaggio e l’indagine storica, rivissuta con umana  partecipazione e un tocco di caustico umorismo ebraico, Il cacciatore di nazisti racconta la storia  di Simon Wiesenthal, che dopo essere sopravvissuto a cinque diversi campi di sterminio dedica il resto della sua esistenza a dare la caccia ai responsabili dell’Olocausto. 

Lo spettacolo si apre nel 2003, in quello che idealmente è l’ultimo giorno di lavoro di Wiesenthal  al Centro di documentazione ebraica da lui fondato: prima di andare in pensione, l’uomo  ripercorre per ellissi ed episodi emblematici 58 anni di inseguimento dei criminali di guerra  nazisti, responsabili della morte di più di 11 milioni di persone, di cui 6 milioni di ebrei. 

La vita di Wiesenthal, ironicamente apostrofato come “il James Bond ebreo”, ha dell’incredibile:  con il suo lavoro di ricerca e investigazione è riuscito a consegnare alla giustizia circa 1.100  criminali nazisti tra cui: Karl Silberbauer il sottoufficiale della Gestapo responsabile dell’arresto di  Anna Frank, Franz Stangl comandante dei campi di Treblinka e Sobibor e Adolf Eichmann l’uomo  che pianificò quella che Hitler amava definire “la soluzione finale”. 

Quello ad Eichmann fu uno dei processi più importanti del secolo scorso. Iniziato nell’aprile del  1961 a Gerusalemme, terminò otto mesi dopo con la condanna a morte per impiccagione  dell’imputato per “crimini contro l’umanità”.  

Lo spettacolo di Giorgio Gallione, basato sui libri dello stesso Wiesenthal e affidato  all’interpretazione di Remo Girone, si interroga non solo sulla feroce banalità del male ma anche sulla sua genesi. Un modo per reagire a quella che Simon Wiesenthal ricorda come la più cinica  delle armi psicologiche utilizzate dalle SS contro i prigionieri dei Lager: “Il mondo non vi crederà.  Se anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti”. 

Così Il cacciatore di nazisti diventa un tentativo epico e civile per combattere la rimozione e  l’oblio. “Non dimenticate mai, mi fido di voi!” è l’esortazione che Wiesenthal scopre nel  messaggio lasciato dalla piccola Sara, protagonista di una delle tante vicende narrate nello  spettacolo, e che lui stesso rivolgerà al pubblico a fine spettacolo.  

Dettagli

Data:
9 Febbraio 2023
Ora:
21:00 - 22:00
Categoria Evento:
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