Si tratta della malinconica tragedia delle occasioni mancate, delle aspirazioni deluse di un gruppo accomunato da legami di parentela o dal semplice caso, che parla molto e fa molto poco per sfuggire a una condizione di cui è insoddisfatto. Persone ingabbiate nell’inanità, che a forza di pensare hanno finito per rinunciare ad agire, come Astrov, o che tentano di reagire, ma falliscono mettendosi in ridicolo, come zio Vanja. Questa riedizione di Zio Vanja ha l’obbiettivo di riavvicinare il vasto pubblico alla storia del teatro, dimostrandone l’attualità dei valori in un allestimento attento ai nuovi linguaggi della regia del teatro contemporaneo.
“Cosa resta delle nostre ambizioni con il passare della vita? E se fossimo in Italia oggi, anziché nella Russia di fine 800? La nostra analisi del capolavoro cechoviano parte da queste due domande, che aprono squarci di riflessioni profondissime, attraverso quello sguardo insieme compassionevole, cinico e ironico proprio di Anton Čechov finalizzato a mettere in scena «gli uomini per quello che sono, non per come dovrebbero essere»”.(Vinicio Marchioni)

durata: 2h 10’ con intervallo

di Anton Čechov
adattamento Letizia Russo
regia Vinicio Marchioni
con Vinicio Marchioni, Francesco Montanari
e con Lorenzo Gioielli, Milena Mancini, Nina Torresi,
Alessandra Costanzo, Andrea Caimmi, Nina Raja
scene Marta Crisolini Malatesta
costumi Milena Mancini e Concetta Iannelli
produzione KHORA.teatro/Teatro della Toscana

Le recensioni del pubblico

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