In un jazz club, l’assolo straziante di un trombettista fa esplodere applausi e schiamazzi, che ben presto si trasformano in qualcosa che assomiglia a un sogno, un ricordo. Appare un uomo con la testa riversa sul bancone del bar. È Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi, il grido più struggente del ventesimo secolo: la sua voce ha un’intensità dolorosa, spezzata da pause incomprensibili. In un’altalena di passato e presente affiorano fatti ed episodi disseminati lungo l’arco della sua esistenza, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba al momento prima di cadere dalla finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam. Ogni immagine apre il sipario su una fase della sua vita, facendoci assaporare epoche differenti, diversi contesti socioculturali e visioni del mondo. Si delinea così la figura del grande trombettista, che fra sogni, incertezze, eccessi ha segnato una delle pagine più importanti della storia della musica jazz.

la versione di Chet Baker
testo Leo Muscato e Laura Perini
musiche originali Paolo Fresu
regia Leo Muscato
scene Andrea Belli
costumi Silvia Aymonino
luci Alessandro Verazzi
con Paolo Fresu tromba e flicorno, Dino Rubino piano, Marco Bardoscia contrabbasso
e (in o.a.) Alessandro Averone, Rufin Doh, Simone Luglio, Debora Mancini,
Daniele Marmi, Graziano Piazza, Mauro Parrinello, Laura Pozone
produzione Teatro Stabile di Bolzano

Le recensioni del pubblico

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