Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore e sull’insensatezza della vita degli uomini, che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che s’innamorano e si desiderano senza spiegazioni. Nel frattempo le fate e i folletti si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, il re e la regina delle Fate, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e un gruppo di artigiani-attori prepara una recita per festeggiare le nozze del Duca di Atene con la bella Ippolita. Tutto questo avviene nel fitto di un bosco incantato.

durata: 1h 40’

“Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia… noi altro non v’offrimmo che un sogno”.
Mito, fiaba, e quotidianità si intersecano continuamente senza soluzione di continuità e questo porta a riconoscere, all’interno di questa originale versione del noto testo shakespeariano, suggestioni che vanno da fonti classiche fino al patrimonio folkloristico tipico dell’Inghilterra, sempre originalmente e genialmente contaminati e ricreati dalla fervida fantasia dell’adattamento.
Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore e sul nonsense della vita degli “umani” che si rincorrono e si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.

durata: 2h 10’ con intervallo

Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il classico shakespeariano per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua del Bardo. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon. Nella sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani.

in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage, Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit’Arte 2015

Nel “Sogno” shakespeariano più storie s’intrecciano: l’amore dei giovani da una parte, gli elfi del bosco dall’altra, fino al teatro nel teatro con l’arrivo degli attori, mestieranti del comico, grossolani ed ilari, invitati, per i festeggiamenti delle nozze finali. In questa riscrittura, o meglio rilettura, peraltro fedele del capolavoro, vengono ribaltate dal regista Gioele Dix le prospettive e l’importanza dei personaggi: ecco quindi che la storia su cui si incentrano le vicende è quella della sgangherata compagnia di giro, parte davvero esilarante dell’intera opera. Dix ha assoldato un manipolo di giovani attori brillanti, assieme a due grandi musicisti che da anni collaborano con lui: la voce iperbolica di Petra Magoni e il contrabbasso ironico e profondo di Ferruccio Spinetti (il duo Musica Nuda). Al centro della pièce i comici, nella tradizione personaggi secondari ma tra i più ricordati ed amati del “Sogno”, risultano insicuri, deboli nella vita come sulla scena, fanno ridere proprio quando cercano di essere seri e di portare a compimento il proprio ruolo; non sono eroi né superman, sono teneramente sconfitti e, per questo, terribilmente vicini a noi. È per questo che li adoriamo.

 

in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

durata: 2h 10’