Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller è senza alcun dubbio la Grande Commedia Americana, quella che gli americani sentono come più autenticamente “loro”. Perché è la storia di un sogno; la storia di un piccolo uomo e del suo sogno più grande di lui. Willy Loman, è nato in un paese giovane e impaziente, non ha radici, vuole salire nella scala sociale. Sogna a occhi aperti il successo facile, veloce. È un commesso viaggiatore che si guadagna da vivere con la parlantina e ha allevato i figli al culto dell’apparenza e della superficialità, ma ha finito per farne dei falliti. Il “Commesso”, dice Masolino D’Amico, mischia verità e allucinazione, si svolge contemporaneamente sulla scena e nella testa del protagonista, nella quale gli spettatori sono chiamati a entrare. Ne risulta una macchina di teatro che è rimasta appassionante e attuale oggi come ai giorni del suo debutto.

Il Teatro dell’Elfo, guidato da Elio De Capitani, prosegue il suo viaggio attraverso i grandi autori del teatro del Novecento portando in scena Willy Loman, il commesso viaggiatore protagonista del celebre testo di Arthur Miller. Un padre che cerca di “rifarsi” attraverso la vita del figlio, un uomo che ha vissuto in un mondo costruito sulle menzogne e che solo nei suoi ultimi due giorni di vita, inizia a fare i conti con il proprio fallimento esistenziale.

Al centro della scena espressionista di Carlo Sala una compagnia di attori in stato di grazia dà verità e profondità ai sentimenti più universali: lo strazio di invecchiare, lo scomodo bilancio delle colpe e degli errori nelle relazioni e soprattutto, la tentazione di vivere facendo finta di essere quello che non siamo.

durata: 2h 55’

con il contributo di Fondazione Cariplo

Elio De Capitani: Premio Hystrio 2014 all’interpretazione – Premio Internazionale Ennio Flaiano 2014 per la regia