Nel mondo esistono “parole intraducibili”: concetti complessi raccolti in vocaboli unici che non esistono in altri idiomi. In lingua inuit iktsuarpok significa “il senso di aspettativa che ti spinge ad affacciarti ripetutamente alla porta per vedere se qualcuno sta arrivando”; in giapponese tsundoku significa “impilare un libro appena comprato insieme agli altri libri che prima o poi leggerai”; in bantu la parola ubuntu significa “posso essere solo attraverso di voi e con voi”.
L’elenco telefonico della Pangea, si concentra su alcuni di questi vocaboli e sul significato e l’uso di queste parole nella loro cultura di appartenenza. Brevi “lezioni di intraducibilità” diverranno la traccia per uno spettacolo che tenta di rappresentare le situazioni indicate dai vari vocaboli, lasciando inevitabilmente emergere l’impossibilità di dar corpo ad alcune di queste a causa delle limitazioni Covid, che da pure restrizioni potranno ribaltarsi in un pensiero sulle relazioni umane e l’incomunicabilità – ora che la nostra specie per numerose ragioni non può più fare a meno di cooperare su scala globale.

concept e regia Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Claudio Cirri, Lorenza Guerrini, Daniele Pennati,
Giulio Santolini
scrittura Daniele Villa
luci Marco Santambrogio
grafica Lorenzo Guagni
produzione Sotterraneo
sostegno Regione Toscana, Mibact
residenze artistiche Centrale Fies_art work space, La Corte Ospitale, Elsinor/Teatro Cantiere Florida
Sotterraneo fa parte del progetto Fies Factory, del Network Europeo Shift Key ed è residente presso l’Associazione Teatrale Pistoiese

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