Tanti illustri personaggi hanno letto e commentato la Divina Commedia di Dante Alighieri. Giobbe Covatta ha recentemente reperito in una discarica il manoscritto di una versione “apocrifa” della Commedia scritta da tal Ciro Alighieri. Purtroppo è stato reperito solo l’Inferno e non in versione completa. Un lavoro dimenticato che ha senz’altro affinità ma anche macroscopiche differenze con l’opera dantesca. L’idioma utilizzato non deriva dal volgare toscano, ma è più affine alla poesia napoletana. Inoltre il poeta ha immaginato l’inferno come luogo di eterna detenzione non per i peccatori ma per le loro vittime: i bambini, ovvero i più deboli, coloro che non hanno ancora cognizione dei loro diritti e non hanno possibilità di difendersi. Così, mentre resterà impunito chi ha colpito con le sue nefande azioni i piccoli innocenti del terzo mondo, il Virgilio immaginato dall’antico poeta lo accompagnerà per bolge popolate da bambini depauperati per sempre di un loro diritto.

durata: 2h

reading e commento de l’Inferno
tratto dalla Divina Commedia di Ciro Alighieri
con Giobbe Covatta
produzione Mismaonda

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