Il giardino dei ciliegi si apre e si chiude in una stanza speciale, ancora oggi chiamata stanza dei bambini. Tra poco arriveranno i padroni, hanno viaggiato molto, vissuto e dissipato la loro vita. Bambini invecchiati che tornano a casa. Tuttavia il sentimento che pervade l’opera non ha a che fare con la nostalgia o i rimpianti, ma con qualcosa di indissolubilmente legato all’infanzia, come certi organi misteriosi che possiedono i bambini e che si atrofizzano in età adulta. L’incombere della scure sul giardino provoca un senso di dolore sconosciuto, un risvegliarsi di quegli organi non ancora del tutto spenti nella loro funzione vitale. Un dolore che non ha nome e che solo guardando negli occhi il bambino che siamo stati potrà placarsi. Non c’è trama, non accade nulla, tutto è nei personaggi. Una partitura per anime in cui i dialoghi sono monologhi interiori che si intrecciano e si attraversano. Un unico respiro, un’unica voce.

durata: 1h 10’

di Anton Pavlovič Čechov
regia Alessandro Serra
foto Alessandro Serra
produzione Compagnia Umberto Orsini, Accademia Perduta Romagna Teatri, Teatro Stabile del Veneto,
TPE-Teatro Piemonte Europa, Printemps des Comediéns (Montpellier)
in collaborazione con Compagnia Teatropersona, Triennale Teatro dell’Arte di Milano

Le recensioni del pubblico

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Lascia una recensione

avatar

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Sottoscrivi  
Notificami
Share This