Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto, entrambi hanno una gran sete, le mani sporche e le tasche piene di carbone, ma non sanno perché, non ricordano niente della notte precedente. Lentamente i due tentano di ricostruire quanto accaduto, ma l’unica cosa di cui sono certi è di essere stati entrambi ad una festa di ex allievi del liceo. Di quello che è accaduto quando hanno lasciato il raduno non sanno niente.
Da un giornale apprendono che una giovane carbonaia è morta quella notte e tra una serie di malintesi ed equivoci si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso quell’efferato omicidio.
Una situazione paradossale, un po’ beckettiana brillantemente costruita da un gigante della drammaturgia come Eugène Marin Labiche. E ripreso da Andrée Ruth Shammah che afferma di vivere questa esperienza come una scommessa, come la possibilità di dare vita ad uno spettacolo leggero e divertente, ma allo stesso tempo profondo; una riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita.

durata: 1h 30’

(L’Affaire de la rue de Lourcine)
di Eugène Labiche
regia e adattamento Andrée Ruth Shammah
traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi
con Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni
e con Marco Balbi, Andrea Soffiantini, Francesco Brandi
scene Margherita Palli
luci Camilla Piccioni
costumi Caterina Visconti ispirati dall’artista Paolo Ventura
musiche Alessandro Nidi
produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana

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