Una comédie humaine alla russa, dove bestie umane si agitano sulla scena del mondo, dove il denaro, il fango e il sangue scorrono insieme. Un capolavoro che ci restituisce il coraggio di essere nuovamente eloquenti e profondamente umani. Dostoevskij non giudica mai: racconta la vita anche nei suoi aspetti più negativi con sempre una grande pietà per quell’essere meraviglioso e a volte orrendo che è l’essere umano. I fratelli Karamazov è un’opera che va oltre i confini di spazio-tempo, in un viaggio negli abissi oscuri dell’animo umano, un mondo dove l’interesse personale diviene la mozione primaria d’ogni atto, e dove trionfa il soddisfacimento sfrenato del desiderio. La famiglia Karamazov è un esempio di questa nostra società così incline all’incapacità di comprendersi e di aiutarsi. Così sono i Karamazov – Così siamo noi?

durata: 2h 30’

I fratelli Karamazov, ultimo romanzo di Dostoevskij sono come un grande palcoscenico dove il tema del male viene dibattuto in tutte le sue varianti, in una “orchestrazione polifonica” – secondo la definizione di Bachtin – che mette a nudo e dispiega una pluralità di concezioni etiche, filosofiche, sociali e politiche. Su questa componente dialogica del capolavoro di Dostoevskij si basa il lavoro del regista Guido De Monticelli mettendo in scena un allestimento che mescola abilmente anche le professionalità degli attori delle due compagnie messi al servizio del testo. I personaggi chiave di questo lavoro sono la figura luminosa di padre Zosima, presso il cui monastero il giovane Alëša fa il suo noviziato. Ma Alëša viene mandato nel mondo dal suo padre spirituale, lontano dalla dolcezza del maestro, dove c’è più bisogno di lui, là dove si consuma un’azione divorante e torbida in cui sono implicati i fratelli e il padre e una miriade di altre creature intrappolate nell’eterna lotta tra il bene e il male. Un lacerante viaggio nell’“umano” nel quale la conoscenza che il giovane, ricco di amore evangelico, fa dei fratelli – Dmitrij, “assediato dalla passione amorosa” come il padre, ma anche capace di grande nobiltà, e Ivan, preda di una libido della ragione che lo porta a farsi negatore di Dio – diviene frutto amaro e insieme dolcissimo di rinnovamento spirituale.

durata: 2h 50′