Il testo di Stefano Massini trae un dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza riportando l’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo: Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato lo sterminio di milioni di ebrei, arrestato in Argentina nel 1960.
Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima e man mano che si racconta prende forma una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

durata: 1h 20’

di Stefano Massini
regia Mauro Avogadro
con Ottavia Piccolo, Paolo Pierobon
musiche Gioacchino Balistreri
scene Marco Rossi
costumi Giovanna Buzzi
luci Michelangelo Vitullo
produzione Teatro Stabile di Bolzano/Teatro Stabile del Veneto

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