Due atti unici di Eduardo De Filippo che ci raccontano le disavventure di un mago maldestro e di un marito addolorato. Sik-Sik l’artefice magico, scritto nel 1929, è uno dei capolavori del Novecento. Sik-Sik, è un illusionista squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine. Una sera, non vedendo arrivare il suo compare, decide di sostituirlo con uno sprovveduto capitato per caso a teatro. Ne scaturiscono mille disguidi, che rendono l’esibizione tragica per il mago, ma esilarante per il pubblico. Dolore sotto chiave, del 1964, racconta la storia di Rocco, costretto da sua sorella a rimanere fuori dalla stanza della moglie, gravemente malata. Quando si decide a forzare il divieto scopre una pesante verità. Ne seguiranno accuse reciproche, finché anche Rocco non rivelerà i suoi segreti.

due atti unici di Eduardo De Filippo
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Vincenzo Ferrera, Dario Iubatti, Remo Stella, Marco Trotta
regia Carlo Cecchi
Dolore sotto chiave: scene Sergio Tramonti, costumi Nanà Cecchi, luci Camilla Piccioni
Sik Sik l’artefice magico: scene e costumi Titina Maselli, realizzazione scene e costumi Barbara Bessi, luci Camilla Piccioni, musica Sandro Gorli
produzione Marche teatro/Teatro di Roma/Elledieffe

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Mara Ferrtti
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Mara Ferrtti

Spettacolo molto divertente . Bravi gli attori e regia efficace. Del resto il grande Eduardo de Filippo, anche in opere minori, esprime sapienza, profondità, capacità di rappresentare gli aspetti più veri e inaspettati dell’animo umano… insomma una bella esperienza

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