Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia “In nome del padre, della madre, dei figli” sposta la lente di ingrandimento sulla figura intoccabile della Madre – almeno per come la viviamo nel nostro paese. Una figura che – nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni – ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.
Lo spettacolo è una fase di preparazione.