Nella sua lettura di Madama Butterfly, Monica Casadei si concentra sugli ultimi momenti della vicenda, durante i quali, dopo una lunga attesa trascorsa nell’illusione dell’amore, la protagonista sceglie una fine tanto repentina quanto consapevole, compiendo un gesto definitivo che, com’è nella pratica dell’harakiri, costituisce anche una forma di radicale affermazione del sé.
Butterfly, colori proibiti è un lavoro sull’inevitabilità di un gesto che si rivela minimale e catastrofico al tempo stesso e attorno al quale si costruisce l’intera drammaturgia dello spettacolo, nutrita di rimandi e suggestioni letterarie (con un riferimento privilegiato a Yukio Mishima) e cinematografiche. L’opera di Puccini assume così una veste interdisciplinare, esplodendo in una rete di riferimenti artistici che trovano però il proprio centro nella forza dirompente dell’azione del corpo umano.

durata: 1h

coreografia, regia, luci e costumi Monica Casadei
musiche Giacomo Puccini
musiche originali Luca Vianini
scene Delio Gennai
danza in sospensione Elena Annovi
drammaturgia musicale, montaggio video, assistente alla regia Davide Tagliavini
assistente ripetitore Antonio Bissiri
tecnico luci Giacomo Casadei
produzione Compagnia Artemis Danza

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