Valerio Binasco con il proposito di dare al testo un sapore moderno e di restituire realismo e credibilità ai personaggi, porta in scena un Arlecchino che guarda più alla commedia all’italiana che alla Commedia dell’Arte. L’Arlecchino “contemporaneo” di Valerio Binasco è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale.
Personaggio dalle molteplici contraddizioni: meschino e anarchico, irriguardoso e servile, riesce a portare scompiglio nell’ottusa società borghese, con una carica che suo malgrado si può perfino dire “sovversiva”. “Come avevano capito benissimo Alonge e Fassbinder – scrive Binasco a proposito del Bugiardo – Goldoni è un autore capace di rappresentare inquietudini moderne, con lampi di vera contemporaneità”.

durata: 2h 50’

Cinquant’anni nello stesso ruolo, con 2064 recite in 40 Paesi e in 300 città del mondo: questi i “numeri” di Ferruccio Soleri, lo storico interprete del capolavoro goldoniano che all’inizio di quest’anno ha conquistato il record mondiale per la “più lunga performance di teatro nello stesso ruolo”, assegnato dal Guinnes World Record di Londra.
Con la medesima professionalità ad ogni replica e con la stessa emozione del debutto, l’Arlecchino ha incantato il pubblico di Paesi vicini e lontani, di lingua e cultura diversissime dalle nostre. Lungi dal diventare uno “spettacolo-museo”, Arlecchino servitore di due padroni torna a calcare il palcoscenico di via Rovello, con il suo arsenale di lazzi, trucchi, capitomboli e battute tratti dalla migliore tradizione della Commedia dell’Arte, confermando la sua natura di “memoria in azione”, capace di trascinare lo spettatore – come diceva Strehler – “nell’empireo del grande teatro comico, inno gioioso di liberazione”.