Lo spettacolo nasce dall’idea di affrontare il mito in una terra – la Sicilia – che si è nutrita di grecità e che si dibatte quotidianamente tra potere e strapotere, ribellione e anarchia, eroi del bene e del male, fiera di un’identità, frutto di una stratificazione di popoli.
In scena, accanto ad un gruppo di attori concreti e creativi, Sebastiano Lo Monaco nei panni di Creonte, contrapposto a Barbara Moselli nel ruolo di Antigone. Il testo classico viene asciugato, l’azione e la relazione sono privilegiate rispetto alla dizione. La drammaturgia si intreccia con il suono e la musica dal vivo. Lo spazio astratto e visionario richiama macerie di palazzi sventrati, evoca scenari mediorientali di guerre infinite, tecnologia e miseria. Qui si contrappongono la parola del potere e quella della ribellione, la pietas dei giovani contro la Ragion di Stato degli adulti.