Dichiarazione della presidente della Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Cristina Scaletti e della direttrice Patrizia Coletta alla luce delle numerose denunce pubbliche di presunte molestie sessuali nel mondo dello spettacolo e della posizione espressa e inviata da AGIS agli associati.

“Siamo profondamente scosse ed altrettanto convinte che quanto sta emergendo anche nel mondo dello spettacolo dal vivo, grazie al coraggio e alla testimonianza di molte artiste del panorama italiano, ponga con urgenza e concretezza il tema della vigilanza contro le prevaricazioni  di ogni tipo e per il rispetto della professionalità delle donne anche nelle arti.

Abusi  e ricatti devono scontrarsi con un sistema di regole all’insegna della trasparenza e della tutela che trovi anche le istituzioni del mondo dello spettacolo al fianco delle donne.

In questo senso ricordiamo che nel 2018 Fondazione Toscana Spettacolo si è dotata di un proprio strumento etico che all’art. 13 pone le pari opportunità al centro del proprio agire. Fondazione inoltre appoggia il codice etico promosso da Agis del 2021, per il rispetto dei diritti fondamentali delle persone e della dignità di chi lavora nel nostro mondo e la scelta di porre fuori dal sistema chi viola tali norme.

“La Fondazione è impegnata a valorizzare i principi delle pari opportunità e, in tale ottica, condanna qualsiasi forma di discriminazione e abuso nello svolgimento delle proprie attività” e pone il tema  del diritto all’esercizio del proprio talento e della propria professionalità senza condizionamenti psicologi o sessuali che possano essere strumentalizzati e usati da posizioni apicali abusando di ruoli e prerogative.

In un contesto storico e sociale in cui i femminicidi e le violenze contro le donne drammaticamente non risparmiano le cronache quotidiane e ancora si pensa a colpevolizzare le vittime con ‘opuscoli antistupro’ da distribuire nelle scuole del Paese come se la responsabilità debba essere delle donne e dei loro paventati ‘incoraggiamenti nel vestiario o nel comportamento’, appare ancora più urgente riportare ad una corretta narrazione dell’abuso e dotarsi di strumenti che siano da anticorpo all’abuso in ogni contesto, anche artistico e lavorativo e ad un cambiamento di mentalità che non può essere efficace senza impegni anche di carattere culturale”.

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