La presidente di Fondazione Toscana Spettacolo onlus Cristina Scaletti commenta  il disegno di legge delega che istituisce un reddito di continuità per gli artisti per i periodi di inattività e riconosce i tempi di preparazione, formazione e studio per il lavoro effettivo.

“Non si è artisti solo sulle scene, occorrono mesi di studio, preparazione, organizzazione per presentare al pubblico uno spettacolo. Occorre tempo che è anche forza, fisica e mentale, sforzi artistici e burocratici, condivisione progettuale e formazione. Per tutto questo fino ad oggi non c’era dignità economica.
Finalmente il Parlamento ha intrapreso la strada del riconoscimento di risorse per questo tempo fondamentale dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo, uno dei settori che ha risentito fortemente delle limitazioni e delle chiusure determinate dalla gestione pandemica ma soprattutto un ambito culturale mancante da sempre di un vero riconoscimento dell’attività che va oltre la presenza sul palco e di un vero e proprio welfare  culturale.
L’indennità di discontinuità rappresenta davvero uno strumento concreto di ripartenza e nuova valorizzazione per tutte quelle professionalità artistiche troppo spesso non contemplate come lavoratori a tutti gli effetti. Così la presidente di Fondazione Toscana Spettacolo onlus Cristina Scaletti commenta  il disegno di legge delega che istituisce un reddito di continuità per gli artisti per i periodi di inattività e riconosce i tempi di preparazione, formazione e studio per il lavoro effettivo.
“Anche gli Stati generali dello spettacolo dal vivo che abbiamo voluto promuovere insieme a Regione ed Anci e che si sono svolti in primavera credo abbiamo contribuito a richiamare l’attenzione l’importanza di dare risposte da troppo tempo attese nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative. Mi auguro – conclude Scaletti –  che l’iter legislativo che con questo via libera al Senato intraprende una strada concreta possa concludersi in tempi congrui per tradursi in risorse in decreti attuativi e risorse.
Molto c’è ancora da fare per includere anche quelle categorie che non sono al momento inserite come  gli artisti visuali e le altre figure del sistema dell’arte ma per la prima volta c’è un riconoscimento formale e sostanziale del carattere intermittente delle professioni dello spettacolo dal vivo”.
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