“Una rete di artisti per affrontare insieme il disagio giovanile”.
Sul Corriere Fiorentino la lettera-appello della presidente della Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Cristina Scaletti.

Firenze, 20 novembre 2021 – Caro Direttore, alla luce dei molteplici fatti di cronaca che coinvolgono i nostri giovani come vittime ed autori al tempo stesso di abusi, risse, vandalismi, azioni che superano i limiti sociali e fisici della tutela e del rispetto di se stessi e della cosa pubblica, credo fermamente che ognuno di noi debba sentirsi chiamato in causa e chiedersi quale contributo poter dare per capire e affrontare il fenomeno.
Ognuno di noi, nel ruolo che riveste e nella responsabilità che dovrebbe sentire intima e sociale di fornire strumenti, risposte e sostegno come adulto (sia esso genitore, insegnante, politico, artista,  etc..) dovrebbe chiedersi come entrare in dialogo con le nuove generazioni e come porsi di fronte alle loro domande, ai loro comportamenti e soprattutto ai loro vuoti e silenzi. E’ per questo che mi sento di avanzare una possibile proposta  sul nostro territorio per richiamare l’attenzione e coinvolgere in prima persona la popolazione giovanile toscana attraverso il contributo del mondo e degli spazi della cultura. In modo da fare andare la cultura dai giovani, che sia l’arte ad aprirsi al dialogo ed anche al disagio.
In questa fase storica e sociale, venendo da prolungati periodi di chiusura e isolamento e navigando in un mare di incertezze e attese per un futuro che sembra mai come oggi condizionato dal presente, i giovani sono la fascia di popolazione che maggiormente risente di questo limbo. Ne sono dimostrazione le ricerche, i monitoraggi, i report, l’incremento delle affluenze ai servizi di supporto psicologico, l’aumento dei fenomeni di disagio fisico, relazionale ed emotivo che hanno nei ragazzi e nelle ragazze un terreno tanto fertile quanto bisognoso di stimoli, risposte, prospettive a cui aggrapparsi.
Per questo Fondazione Toscana Spettacolo potrebbe, affiancando il bellissimo lavoro sul teatro nelle scuole e sulle scuole a teatro già in essere grazie all’intervento illuminato di teatri, immaginare contesti e progetti ulteriori in cui i giovani ritrovino dialogo e capacità di ascoltare testimonianze da un lato dei loro coetanei che hanno vissuto crisi, dipendenze e disagi personali e al contempo di quegli artisti che sono sicura non si tireranno indietro e che si renderanno disponibili a partecipare ad una sorta di staffetta culturale di incontro e confronto col giovane pubblico magari proprio nei luoghi dove maggiormente si ritrovano: concerti, eventi, etc. Il teatro che si riappropria della sua funzione  formativa e dialettica e di viaggio nell’intimo per rappresentare uno spazio in cui si possa parlare di cyberbullismo, abuso di sostanze, omotransfobia, baby gang, hatespeech, bodyshaming.
Attraverso il Corriere Fiorentino invito dunque il mondo della cultura ed in primis gli attori, registi, i direttori artistici del nostro territorio a creare una sorta di rete di intervento culturale che, attraverso un format teatrale fatto di testimonianze dirette e dialoghi tra artista e ragazzi/e miri  a prevenire quei  casi di cronaca cui facevo riferimento. Un appello che so già troverà terreno fertile alla luce di un bisogno che gli stessi soggetti culturali del nostro circuito manifestano per poter fare la propria parte nell’alimentare un teatro chi si avvicini ai giovani.
Fondazione si rende dunque disponibile a fare da collettore di questa rete, raccogliere le disponibilità di coloro che si faranno avanti e pensare momenti artistici che possano essere proposti nelle piazze, come nei teatri, nelle strade, come nei locali, nelle biblioteche come prima di un concerto, per intercettare l’attenzione del pubblico giovane e aprire un canale di condivisione.
Se infatti lascia sgomenti e inquieta, non può però stupire l’aumento di degenerazioni comportamentali che sfociano nell’autolesionismo e nel danneggiamento di cose, ambienti e contesti. Le notti alcoliche, gli atti di vandalismo, le aggressioni di gruppo, i video postati e condivisi di scene di teppismo urbano sono tutti sintomi di un tessuto che sta perdendo colore e consistenza e che fa sentire i nostri giovani nudi di fronte a se stessi ma soprattutto di fronte alla società. E allora cogliendo l’opportunità della capillarità della rete teatrale del circuito regionale rappresentato da FTS lanciamo un appello ai teatri e agli artisti che vorranno con noi dare vita a questo progetto di ascolto e dialogo che dalla cultura arrivi alle coscienze di chi ora più che mai ha bisogno di essere ascoltato. Gli artisti si facciano avanti, Fondazione Toscana Spettacolo sarà la casa di un nuovo confronto fra generazioni che riduca distanze, stereotipi, diffidenze e solitudini.

Cristina Scaletti, presidente di Fondazione Toscana Spettacolo onlus

 

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