Lastra a Signa, Teatro delle Arti: venerdì 6 febbraio, ore 21
Bibbiena, Teatro Dovizi: venerdì 13 febbraio, ore 21.30
Montecarlo, Teatro dei Rassicurati: giovedì 26 febbraio, ore 21.15

 

IL RE DI GIRGENTI
dal romanzo di Andrea Camilleri (ed. Sellerio)
testo, regia, interpretazione Massimo Schuster, Fabio Monti
scene e costumi Norma Angelini
marionette Anton Duša, Jana Pogorielová
produzione EmmeA’ Teatro/Théâtre de l’Arc-en-Terre/L’Estive-Scène Nationale de Foix et de l’Ariège

 

Il re di Girgenti è una storia epica che affonda nella tradizione contadina siciliana. Quindi chi meglio dei Pupi per mettere in scena una drammaturgia che è al tempo stesso eroica e quotidiana? In scena a Lastra a Signa (venerdì 6 febbraio), Bibbiena (venerdì 13 febbraio) e Montecarlo (giovedì 26 febbraio).

Quella de Il re di Girgenti è un’epica contadina e siciliana, ma non per questo meno universale. Mescolando elementi storici e fiabeschi sullo sfondo della Sicilia dei primi anni del Settecento, la storia si snoda in un susseguirsi di avvenimenti tragicomici che accompagnano il contadino Zosimo dalla nascita alla morte, attraverso la sua effimera salita sul trono di Agrigento. I numerosi personaggi della storia, alcuni grotteschi, altri profondamente umani, sono innanzitutto dei tipi, delle maschere. Da qui la scelta di mettere in scena dei pupi che, meglio di qualsiasi attore, si adeguano a una drammaturgia al tempo stesso eroica e miseramente quotidiana. Il pupo, che trae la sua forza espressiva dai suoi limiti, è epico proprio in virtù del suo essere monolitico: incapace di uno sviluppo psicologico, ma meravigliosamente in grado di offrirci un verosimile spaccato della nostra condizione umana.

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