Teatro Roma, Castagneto Carducci

Nel 1862, mentre il fermento culturale si diffondeva per tutta l’Europa e Giuseppe Verdi si accingeva a presentare la sua Forza del Destino al Teatro Imperiale di Pietroburgo, nell’antico borgo di Castagneto fu istituita un’apposita società per la costruzione di un teatro. Di questo fecero parte subito Antonio Balli, donatore del terreno sul quale edificare, Francesco Spagnoli, già agente dei Serristori e gonfaloniere della Comunità, l’avv. Luigi Merlini, proprietario di Segalari e sindaco del Comune dopo la proclamazione del Regno d’Italia, l’avvocato Roberto Casanova, futuro Sindaco, il farmacista-cantante Angiolo Berni, musicofilo, Francesco Maggi col fratello Lazzero, notario e fra l’altro cugino del conte Ugolino. A questi membri, appartenenti a famiglie benestanti del paese, vennero aggregati altri “esperti” come lo stimolatore instancabile di attività culturali, Vincenzo Tavernelli, subito singolarizzato in Tavernello, Giovanni Manetti, sarto, caffettiere e cognato del Balli, Giovanni Tremarelli, falegnane e cuguno del proposto don Gestri, il commercianti e falegname Niccola Millanta, Vittorio Batistoni, altro cognato del Balli, Francesco Borsi, sarto e cantante solista col Manetti e il Berni, infine Alessandro Scalzini, segretario comunale e segretario della Filarmonica stessa, e l’agente del conte Ugolino, Vincenzo Corsini.
Una società in cui la filarmonica era rappresentata da personaggi di spicco, il Balli, lo Spagnoli, il Merlini, lo Scalzini, il Manetti, il Tremarelli, il Berni, il Borsi e Francesco Maggi, seppure riottoso e ribelle, e lo “zoppo” Alessandro Scalzini. Fradi essi, Angiolo Berni e Antonio Balli erano soliti frequentare i teatri di Livorno, Pisa e Volterra dove si recavano, con largo anticipo, con la carrozza del secondo. Per la società suddetta, l’operazione “teatro” era un investimento collettivo, forse il primo che si verificava in paese, anche se lo scopo dichiarato era quello di “portare un vantaggio alla società filarmonica con la costruzione di un adeguato teatro” Per la verità si parlava di “piccolo teatro”, perché all’epoca, esistevano, in tutta l’Alta Maremma, due soli teatri, il “Persio Flacco” di Volterra e il “Teatro dei Ravvivati” di Piombino (1834), riospetto ai quali il futuro teatro di Castagneto (1846) fu seguita, un paio di mesi dopo, da quelle della “Sala” senza nome specifico, di Suvereto (nell’ottobre dello stesso 1864), dal “Teatro dei Concordi” di Campiglia (1865), dalla “Scala Filodrammatica” di Montescudaio (sempre nel 1865) e dal “Teatro Aulo Cecina” del Fitto di Cecina (1867): quindi quasi un movimento generalizzato, programmato a livello superiore. La società creata per la realizzazioen del teatro espresse poi una commissione “tecnica” incaricata di seguire i lavori da un punto di vista tecnico e artistico e di programmare, almeno inizialmente, l’attività artistica del teatro. Forse, realizzata la struttura muraria, c’erano da curare le rifiniture tecniche del teatro, di cui la Filarmonica era invetita direttamente.
A partire da quegli anni il Teatro Roma divenne il fulcro dell’attività culturale locale, emblema della tradizione musicale e teatrale largamente diffusa tra la popolazione, di cui ancora oggi rimangono testimonianza attiva la Filarmonica, la Corale ed il Centro di Formazione e Diffusione della Musica.
Fu nuovamente ristrutturato nel 1929 per interesse del podestà Trincali Casanova e di un gruppo di cittadini ed adibito a cinema teatro. A questi lavori risale la struttura sino ad oggi conservata. Una sala ellittica con un ordine di 13 palchi e loggione con parapetto in ghisa, sostenuti da una struttura in cemento armato.
Nell’immediato dopoguerra il teatro, ribattezzato Teatro Roma dal nome originario dell’attuale Via Gramsci fu acquistato dal Baldasserini, proprietario di molti cinema della provincia di Livorno. Gli spettacoli teatrali divennero sempre più rari e alle proiezioni cinematografiche si alternarono feste da ballo e veglioni. Successivamente il Baldasserini cedette l’edificio ad un gruppo di cittadini di Castagneto; dopo alcune vicende il teatro passo in proprietà di Bartolomeo Bianchi che lo rilevò per trasformarlo in albergo e in appartamenti: il progetto, presentato nel 1973, fu respinto dal Comune ed il complesso è rimasto inutilizzato fino a che, spinto da numerose richieste di cittadini che sollecitavano l’Amministrazione all’acquisizione di questa struttura per ridare vita al vecchio teatro, il Comune ha proceduto all’acquisto dell’immobile ed alla sua successiva ristrutturazione. Restauro e ristrutturazione avvenuta, grazie anche al consistente contributo della Regione Toscana, utilizzando i fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea, della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena e della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci e nella consapevolezza che il recupero e la restituzione di un luogo significativo di incontro e di cultura come il teatro, soprattutto in Comuni di piccola dimensione, sia di grande rilievo per non perdere e anzi valorizzare le proprie radici più profonde. L’inaugurazione del nuovo Teatro Roma è avvenuto lo scorso 2 settembre 2004 con il Recital di e con Antonio Albanese.

Biglietteria, contatti e info

Via Gramsci
57022 CASTAGNETO CARDUCCI (LI)

tel. 0565 765074

Ufficio Cultura/Biblioteca/Teatro
tel. 0565 778262 - 778259 - 765074
e.nesi@comune.castagneto-carducci.li.it
www.comune.castagneto-carducci.li.it

Biglietteria e abbonamenti

STAGIONE 2017/18

campagna abbonamenti
da martedì 31 ottobre

abbonamento
posto unico intero € 54 / ridotto € 42

biglietti
posto unico intero € 12 / ridotto € 10
spettacolo Teatro per famiglie € 5

riduzioni
under 26, over 65, iscritti al CFDMA (Scuola di Musica, Filarmonica Comunale) e per i tesserati della Biblioteca Comunale.

biglietteria
martedì e giovedì ore 10-12.30 e 15-17 presso l’Ufficio Cultura
via della Repubblica 15/a primo piano

sabato ore 10-12.30 presso la Biblioteca Comunale
via della Repubblica 15 - Donoratico (LI)

nei giorni di spettacolo presso il Teatro Roma un’ora prima dell’inizio della rappresentazione.

Scheda tecnica

Proprietà comunale
Numero posti 190
Larghezza boccascena 6,20 m
Larghezza palcoscenico 7,50 m
Profondità palcoscenico 8,50 m
Altezza graticcia 6,50 m
Carico elettrico 30 kw
Buca per orchestra no
Camerini 5
Scarico materiale buono

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