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Forze naturali, forze fisiche e forze politiche che mutano, distorcono e muovono i corpi e il loro incedere nel tempo, onnipresente personaggio di questo spettacolo. L’orizzonte degli eventi delimita in un buco nero un’immaginaria superficie di spazio-tempo che separa i punti da cui i segnali possono fuggire da quelli per cui ciò non è più possibile. Questa zona immaginaria di confine e di passaggio tra ciò che è chiaro e leggibile e ciò che è oscuro e misterioso è la zona di indagine di Von. Una riflessione sulla danza intesa come continua mutazione e trasformazione in rapporto con le forze che agiscono sui corpi e sullo spazio in una coreografia di movimento, luce e suono.

durata: 55’

Alla fine dello spettacolo, conversazione con il coreografo a cura di Silvia Poletti, critico e studiosa di danza

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idea e realizzazione Daniele Albanese
danza Daniele Albanese, Marta Ciappina,
Giulio Petrucci
disegno luci Alessio Guerra
musica originale Lorenzo Donadei - Luca Nasciuti
(ultimo assolo)
tecnica Jan Olieslagers
assistenza artistica Virginia Canali
organizzazione Giovanna Milano
coproduttori: Torinodanza festival/Fondazione del
Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, CDC -
Les Hivernales/Avignon, Halles de Schaerbeek con il
sostegno di Garage 29/Bruxelles, Associazione Stalk/
Parma
progetto sostenuto da CollaborAction#3 - azione
del Network Anticorpi XL, in collaborazione con
festival, rassegne e stagioni a cura di Anticorpi
e Ater, Interplay, Piemonte dal Vivo, Amat,
Arteven, Artedanzae20, Teatro Pubblico Pugliese,
C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Armunia, FTS Onlus, Centro
Santa Chiara
progetto sostenuto dal “Fondo per la Danza d’autore
Regione Emilia-Romagna 2015/2016”

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