Nasce in una famiglia di musicisti ma stenta a credere d’avere talento e l’insicurezza non lo lascia mai. Si meraviglia di essere il successore di Verdi, di essere voluto nei salotti bene dell’epoca, di essere diventato ricco in poco tempo e di essere cercato dalle donne. Anche all’apice del successo Giacomo Puccini teme di non essere all’altezza delle aspettative del pubblico e del suo editore. Poi la famiglia, il rapporto con Lucca e con Torre del Lago, gli amori, la guerra, la paura di invecchiare, il cancro alla gola… la vita. La vita di un uomo che spesso si sente solo e si racconta scrivendo più di ottomila lettere che sono state la principale fonte di documentazione dell’autrice. Non c’è bisogno di ritoccare la vita di un artista per renderla migliore; in quella di Puccini non c’è niente di straordinario se non la sua capacità di scrivere musica, di cui lui stesso si meravigliava. Nel finale realtà e finzione si fondono, e Puccini incontra i personaggi delle sue opere: Mimì, Rodolfo, Butterfly, Turandot, e ritrova anche tutte le persone care, riguarda la sua vita e si accorge che è stata bella. Si sente ancora piccolo, ma vede che anche le stelle sono piccole viste da qui.

durata: 1h 30’

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vita di Giacomo Puccini

di e con Elisabetta Salvatori
con Matteo Ceramelli, violino
produzione Final Crew On Stage

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