Scritto da Eduardo Scarpetta alla fine dell’Ottocento, Miseria e nobiltà è la storia farsesca di un povero squattrinato. Costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, Felice Sciosciammocca dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni paradossali che rappresentano una summa dell’arte attoriale italiana, tra le migliori invenzioni drammaturgiche che il teatro (in particolare quello napoletano) abbia prodotto per tenere il pubblico inchiodato alla sedia.
La storia – entrata a pieno titolo nell’immaginario collettivo italiano, grazie a scene come “Vingenz m’è padre a me”, “lettera a lu compare nepote”, fino allo sketch degli spaghetti – torna oggi a teatro con una vicenda ancora carica di ingegno e vitalità.

durata: 2h

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testo di Eduardo Scarpetta
adattamento Michele Sinisi,
Francesco Maria Asselta
regia Michele Sinisi
con Diletta Acquaviva, Stefano Braschi,
Gianni D’addario, Gianluca delle Fontane,
Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella,
Stefania Medri, Giuditta Mingucci,
Donato Paternoster, Michele Sinisi
aiuto regia Domenico Ingenito,
Roberta Rosignoli
scene Federico Biancalani
costumi Gianluca delle Fontane
aiuto costumista Arman Avetikyan

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