Il piacere dell’onestà, testo breve, ma dalla trama molto intricata, tratta la differenza tra l’essere e l’apparire, tra la “maschera” e chi si è veramente. Pirandello usa l’espediente del falso matrimonio su cui si confrontano personaggi costretti a togliersi la maschera dietro la quale hanno ingannato se stessi e gli altri. Si rivela così il vero volto della varia umanità dei
protagonisti.
Angelo Baldovino, un nobile decaduto, malvisto dalla società in cui vive a causa del suo passato costellato di imbrogli dovuti al vizio del gioco, su invito di un vecchio compagno di scuola, accetta di unirsi in matrimonio a Agata, una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile ammogliato, il marchese Fabio Colli. Un matrimonio, insomma, che deve creare l’apparenza della rispettabilità e evitare lo scandalo. L’apparenza di onestà che viene richiesta a Angelo, lo spinge a comportarsi in modo sincero mentre tutti gli altri attorno a lui continuano a essere i mascalzoni di sempre, solo la giovane Agata ne coglie il senso profondo. Quello che nasce come un inganno sociale si trasforma nell’unione sincera.

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di Luigi Pirandello
con Geppy Gleijeses, Vanessa Gravina
regia Liliana Cavani
produzione Gitiesse Artisti Riuniti

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