La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia.
Zeller racconta con il sorriso, l’ironia e la delicatezza lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

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di Florian Zeller
regia Piero Maccarinelli
con Alessandro Haber, Lucrezia Lante della Rovere
e con David Sebasti
scene Gianluca Amodio
costumi Alessandro Lai
disegno luci Umile Vainieri

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