Il cinismo di quello che passa alla storia come l’ideale dell’ostrica verghiano – (come l’ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov’è nata, così l’uomo di Verga vive sicuro finché non comincia ad avere manie di miglioramento) – assume i toni di un’oscura fatalità. E in questa visione la riscrittura teatrale pone al centro dell’azione drammaturgica la Natura. Scandendo lo spettacolo nei passaggi narrativi delle tempeste, delle morti in mare: la tempesta dove si perde il carico dei Lupini e muore Bastianazzo, la morte di Luca su una nave in guerra, la tempesta dove Padron ‘Ntoni si ferisce ed è poi costretto a vendere la Provvidenza. In questo impianto narrativo si inseriscono le vicissitudini di ‘Ntoni, nipote di Padron ‘Ntoni, uno dei personaggi descritti da Verga per raccontare un altro tipo di violenza, quella sociale, di quella società cittadina aliena al mondo marinaro de I Malavoglia.

durata: 2h15′

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di Giovanni Verga
regia Guglielmo Ferro
musiche Massimiliano Pace
scene Salvo Manciagli
costumi Dora Argento
con Enrico Guarneri
con Ileana Rigano e Rosario Minardi e con Vitalba Andrea,
Francesca Ferro, Vincenzo Volo, Rosario Marco Amato,
Pietro Barbaro, Mario Opinato, Nadia De Luca, Turi Giordano,
Giovanni Arezzo, Giovanni Fontanarosa, Verdiana Barbagallo,
Gianmaria Aprile
produzione Progetto Teatrando

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