Un testo ispirato dagli appunti del neurologo Oliver Sacks, che trattando le fragilità e le debolezze degli esseri umani, palesa la bellezza nascosta della realtà umana. Sacks attraverso il suo lavoro e con il suo atteggiamento nei confronti dei pazienti svela la complessità e la fragilità dell’individuo e dei rapporti interpersonali.
Lo spettacolo è ambientato in una struttura fittizia, simile a quelle per assistere persone “pazze”, una “casa” come immagine di unità, quale può essere la famiglia, un paese o la società e, nel piccolo, una cellula o la nostra testa. Vengono presentati quadri clinici e biografie differenti che, nel loro radicalismo, turbano e commuovono perché in loro si condensano fenomeni provati e noti a tutti e proprio per questo diventano l’immagine stessa della condizione umana.
“La questione non è quale malattia abbia la persona. La questione è che tipo di persona abbia la malattia.”

durata: 1h 25’

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di Fabian Baumgarten, Anna Kistel, Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler, Mats Suethoff, Michael Vogel
regia Hajo Schüler
co-regia Michael Vogel
con Fabian Baumgarten, Anna Kistel, Björn Leese, Benjamin Reber, Mats Suethoff
maschere Hajo Schüler
musiche Fabian Kalbitzer
scenografie Rotes Pferd (Christian Eckelmann, Felix Nolze)
costumi Mascha Schubert
sound design Dirk Schröder
disegno luci Reinhard Hubert
direttore di produzione Gianni Bettucci
produzione Julia Danila, Dorén Grafendorf
produzione Familie Flöz in coproduzione con Theaterhaus Stuttgart, Stadttheater Wolfsburg e L'Odyssée Périgueux, con il supporto del Schleswig-Holstein Music Festival e Theater Duisburg. Finanziata da Hauptstadt Kulturfond e da Fonds Transfabrik

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