Quale fu il motivo che spinse il fisico tedesco Heisenberg a fare visita al suo maestro Bohr, durante l’occupazione nazista della Danimarca? Questa domanda è anche il “centro” dello spettacolo.
I due scienziati erano coinvolti, anche se su fronti opposti, nella ricerca scientifica che probabilmente ha portato all’invenzione della bomba atomica e ancora oggi è sconosciuto l’argomento della conversazione che ebbero nel giardino di casa di Bohr. I protagonisti in un luogo che ricorda un’aula di fisica, sono immersi in un’atmosfera quasi irreale e parlano di cose accadute in un passato lontano, quando erano ancora tutti vivi, ricordando e cercando di fare luce su ciò che avvenne nel 1941 a Copenaghen. Dalla messa in scena si percepisce che non è possibile una sola verità, o una sintesi efficace delle diverse verità, perché una verità è semplicemente il punto divista di chi l’ha denunciata.

durata: 1h 50’ con intervallo

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di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni,
Maria Teresa Petruzzi
regia Mauro Avogadro
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio
e con Giuliana Lojodice
scene Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi
produzione Compagnia Umberto Orsini/Teatro
di Roma/Teatro Nazionale
in co-produzione con CSS Teatro stabile di
innovazione FVG

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