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LIRICA PROSA DANZA CONCERTI
PRESENTATO IL FITTO CARNET DI APPUNTAMENTI AL TEATRO VERDI DI PISA

Un Teatro che ha chiuso il bilancio in attivo (+ 3.535 euro), dotato di uno staff che lavora con dedizione e passione, forte del sostegno del proprio pubblico (un pubblico in costante aumento, grazie al quale il Teatro copre il 20% dei costi delle proprie attività), capace di valorizzare le eccellenze cittadine, attento ai più giovani con l’intenso impegno nel campo della formazione… È sottolineando questi dati che il Presidente della Fondazione Teatro di Pisa Giuseppe Toscano, non senza una punta di commozione, ha introdotto la consueta iniziativa estiva di presentazione alla città delle nuove stagioni in programma da ottobre in avanti, in una sala affollata più che in passato, presente anche il nuovo Sindaco della città Michele Conti.
Ai dati positivi ha fatto riferimento anche Beatrice Magnolfi, presidente di Fondazione Toscana onlus, il circuito regionale toscano primo per qualità a livello nazionale, che l’anno prossimo festeggerà il proprio trentennale, e che è partner pluriennale delle stagioni di prosa e di danza del Teatro di Pisa; in particolare ha ricordato come la partnership fra le due Fondazioni si fondi su un progetto condiviso, quest’anno ancor più ambizioso e ricco (torna infatti la Rassegna Teatri di Confine, rivolta  soprattutto alla nuova drammaturgia, alla nuova scena, agli artisti emergenti e ai linguaggi trasversali). Un progetto che si basa su due perni fondamentali: la conoscenza del territorio, e quindi del proprio bacino di pubblico, la pluralità dei linguaggi espressivi e il costante equilibrio fra “colto” e “popolare”, due aspetti che non sono antitetici ma che devono procedere di pari passo e intrecciarsi.
Nelle conclusioni, il Sindaco di Pisa, esprimendo la convinzione che la cultura sia alla base della nostra società e quindi sia un pezzo importante del vivere insieme, e nel contempo possa essere da un lato anche un volano economico, dall’altro una delle opportunità per rispondere alle situazioni di degrado cittadino,  ha dato atto al teatro di aver fatto un ottimo lavoro negli ultimi anni, e con responsabilità; per parte sua,  ha preso l’impegno di attivarsi in prima persona nei rapporti con le grandi imprese economiche affinché possano contribuire a sostenere le attività culturali, anche attraverso l’Art Bonus. “Anche se cambiano le maggioranze – ha concluso  – dobbiamo avere grande e profondo rispetto per i cittadini e per le istituzioni che sono sui territori. Noi staremo quindi vicini a questo teatro e cercheremo di farlo funzionare il meglio possibile”.

Particolarmente ricco il carnet delle prossime stagioni, illustrato dai direttori artistici.

Stagione Lirica
Una stagione articolata, particolare, non priva di ‘spruzzate di peperoncino’. Così Stefano Vizioli ha definito la sua seconda stagione, ricordando anche che anche quest’anno proseguirà la politica delle prove aperte alla citta per far cogliere il lavoro del teatro nella sua fattività, così come continueranno il fecondo lavoro propedeutico con le scuole, le presentazioni-aperitivo e gli incontri su libri a tema musicale. A inaugurare la stagione (20 e 21 ottobre) sarà la Beggar’s Opera di John Gay, nella coproduzione internazionale capitanata dal Théâtre des Bouffes du Nord firmata dal grandissimo regista canadese Robert Carsen, con un ensemble musicale d’eccellenza quale Les Arts Florissants;  opera di notevole vis polemica e forza sociale, che fu per altro alla base de L’opera da tre soldi di Brecht/Weill, la Beggar’s Opera vede oggi un nutrito cast di attori, cantanti e ballerini con cui sta girando il mondo; in Italia, dopo le recite al Festival dei Due Mondi di Spoleto, approderà poi solo a Pisa e, a seguire, a Novara. Il 2018, poi, come ben si sa, è il Centocinquantenario della morte di Rossini, così, se la Stagione scorsa si chiuse a marzo con il Rossini luminoso de L’Italiana in Algeri, ora guarderemo ad uno dei suoi capolavori seri, a 200 anni esatti dalla sua creazione: Mosè in Egitto, anche qui un’opera di grandi istanze drammatiche che riverberano sul nostro oggi, fra conflitti di popoli e conflitti religiosi. In scena il 9 e 11 novembre, Mosè in Egitto – nuovo allestimento del Teatro di Pisa; coproduzione Teatro di Pisa, Teatro Coccia di Novara e Fondazione Haydn di Bolzano – vede sul podio il M° Francesco Pasqualetti; la regia è di Lorenzo Maria Mucci,  scene e costumi sono dello scultore Josè Yaque e saranno realizzati da Officina SCART® di Waste Recycling, la società toscana del  Gruppo Herambiente specializzata nel trattamento e riciclo dei rifiuti industriali, una scelta di impegno civile, questa, da parte del teatro per testimoniare come anche dagli scarti possa nascere il bello;  attorno alla figura di Mosè nella Bibbia, nella musica e nell’arte, è in previsione un convegno che verrà realizzato in rapporto con l’Arcivescovato di Pisa. Vira verso il divertimento il terzo titolo della stagione, un dittico buffo che omaggia la Scuola Napoletana del ‘700 proponendo insieme La vedova ingegnosa di Giuseppe Sellitti e Il Maestro di Musica, noto pastiche tratto dall’Orazio di Pietro Auletta con arie di Pergolesi e di altri autori a lui contemporanei. Frutto dello stretto rapporto che unisce il Teatro di Pisa ad AuserMusici, il dittico – in scena il 9 dicembre – sarà diretto dal M° Carlo Ipata, la regia è di Marco Castagnoli; le  scene di Alejandro Contreras si intrecceranno con le illustrazioni appositamente ideate da Imaginarium Creative Studio, il giovane team versiliese che, nato nel mondo dell’opera (da due anni, sono fra l’altro a loro cura i video e le immagini delle stagioni liriche per i social del Teatro di Pisa), ha recentemente trionfato con Max Gazzè curando grafiche e videoclip del suo nuovo disco e del relativo tour. Nei primi mesi del 2019 spiccano in cartellone due titoli amatissimi: la donizettiana Lucia di Lammermoor, a tutt’oggi considerata il melodramma romantico per eccellenza, che sarà in scena il 18 e 20 gennaio nel nuovo allestimento del Teatro di Pisa in coproduzione con Opéra Nice Côte d’Azur e con il Teatro del Giglio di Lucca,  per la regia di Stefano Vizioli e la direzione del M° Michael Güttler, e La Bohème, uno dei capolavori pucciniani più intrisi di giovinezza; in scena il  16 e 17 febbraio, La Bohème segna il ritorno di quel progetto LTL Opera Studio, che negli anni ha visto esordire giovani talenti poi cresciuti in brillanti carriere internazionali, e vede convergere ben cinque realtà toscane: oltre ai Teatri di Livorno (qui capofila), Pisa e Lucca, anche il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (suoi allestimento, scene e costumi,  nell’ambito del protocollo d’intesa “Opera nella Regione Toscana”) e la Scuola di Musica di Fiesole; dirigerà una delle più prestigiose bacchette femminili italiane, Gianna Fratta, regia di Bruno Ravella. A chiudere la stagione, infine, sarà un dittico molto particolare che vedrà insieme Edipo re di Ruggero Leoncavallo e La voix humaine di Francis Poulenc (1° e 3 marzo). Con il primo titolo rendiamo omaggio al centenario della morte di Leoncavallo proponendone la sua ultima opera, e insieme ricordiamo così Titta Ruffo visto che L’Edipo Re è il tipico esempio di opera scritta a misura di interprete, in questo caso per uno straordinario cantante-attore com’era appunto il celeberrimo baritono pisano; La voix humaine arriva a Pisa nell’allestimento del Teatro Comunale di Bologna firmato da Emma Dante, protagonista Anna Caterina Antonacci; anche attorno a quest’opera che è stato appannaggio di grandi cantanti-attrici, da Magda Olivero a Jessie Norman, da Renata Scotto a Gwineth Jones e che ha visto nella cinematografia brillare  stelle come Ingrid Bergman, Sophia Loren e soprattutto Anna Magnani, stiamo pensando a percorsi collaterali ad hoc. A dirigere il Dittico sarà il M° Daniele Agiman.

STAGIONE DI PROSA, RASSEGNA TEATRI DI CONFINE, STAGIONE DI DANZA
“C’è un pensiero dietro alle stagioni, non è solo assemblaggio di proposte più o meno piacevoli o riuscite”. Così sottolinea Silvano Patacca nel presentare i tre cartelloni frutto della partnership con Fondazione Toscana Spettacolo onlus. “Una articolazione – prosegue – che si rivolge a diversi pubblici, la città nelle sue composite componenti, le tre università d’eccellenza, il variegato mondo dell’associazionismo, le scuole superiori… Con l’intento sì di divertire, ma ma anche di far pensare, magari con leggerezza, ma far pensare.” Così ad aprire la stagione di prosa sarà la Compagnia della Fortezza con Armando Punzo e il nuovo spettacolo Beatitudo (6 e 7 ottobre), ispirato all’opera di Borges;  ancora una volta sarà il Verdi a dare l’avvio  alla tournée nazionale e internazionale fuori dal carcere,  quest’anno in concomitanza con una importante ricorrenza, quella del trentennale della compagnia; il cartellone alterna poi  nomi notissimi al grande pubblico come  Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni, protagonisti di A testa in giù di Zeller per la regia di Gioele Dix (24 e 25 novembre), o come Massimo Dapporto che, ne Il borghese piccolo piccolo (15 e 16 dicembre), fa rivivere sulle tavole del palcoscenico le umili aspirazioni di quel “borghese piccolo piccolo” che fu una delle grande interpretazioni cinematografiche di Alberto Sordi, protagonista del film che Mario Monicelli trasse dall’omonimo romanzo di Cerami; oppure ancora come Alessandro Preziosi, intenso protagonista di quel Van Gogh. L’odore assordante del bianco di Stefano Massini (26 e 27 gennaio) che, ambientato nel manicomio dove il celebre pittore fu rinchiuso, ci regala un thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica per lasciarci con il fiato sospeso; oppure come Angela Finocchiaro che, con Ho perso il filo (9 e 10 febbraio), regia di Cristina Pezzoli, si mette alla prova con linguaggi espressivi mai affrontati prima per raccontarci, con la sua stralunata comicità e ironia, un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso. Non mancherà, in cartellone, un’attenzione alla trasversalità dei generi e  insieme alla forte impronta sociale: così, ecco Va pensiero del Teatro delle Albe (2 e 3 febbraio), creazione corale che, partendo da un fatto di cronaca (un vigile urbano di una piccola città dell’Emilia Romagna che si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità di fronte agli intrecci di mafia, politica e imprenditoria collusa), racconta il pantano delI’Italia di oggi in relazione alla speranza risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi, e che, in ogni teatro, si avvale di volta in volta di compagini corali cittadine per l’esecuzione delle parti musicali; ed ecco anche la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio con un particolarissimo Don Giovanni  che ha come strepitosa protagonista Petra Magoni (16 e 17 marzo). Chiude la stagione uno degli intramontabili classici del ‘900, il pirandelliano Il piacere dell’onestà (23 e 24 marzo) nella produzione Teatro Metastasio/Fondazione Teatro Due per la regia di Alessandro Averone.
Trasversalità e impegno sociale anche per la Rassegna Teatri di Confine che si aprirà al Cinema Teatro Nuovo il 29 gennaio con Ermanna Montanari, musa e cofondatrice del Teatro delle Albe, intensa protagonista del monologo Maryam su testo di Luca Doninelli, che ci racconta con sensibilità intensa e rara quanto la figura di Maryam, ovvero di Maria, la Madre di Gesù, sia centrale anche nel Corano e nella cultura islamica, e lo fa dando  voce a tre donne palestinesi che condividono con Maria il dolore per la morte dei figli. Tutti al Teatro Verdi gli altri appuntamenti della Rassegna, a partire da quello del 21 marzo  dove si parlerà di mafia con Dieci storie proprio così di Giulia Minoli, spettacolo che, nato nel 2011 a Napoli come opera-dibattito sulla legalità, è parte integrante di un progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile (Il palcoscenico della legalità) e che racconta storie di persone comuni, fra impegno civile e riscatto sociale, responsabilità individuali e collettive, connivenze istituzionali e taciti consensi. Il 31 marzo si guarda a un pubblico di ogni età con La fiaba della principessa Turandot di Renzo Boldrini e Claudio Proietti, che reinventano la celebre storia narrata anche da Gozzi e da Puccini, rafforzando maggiormente uno dei temi centrali che emerge in tutte le versioni storiche di Turandot: l’incontro/scontro fra generi, identità, punti di vista, lingue e culture, fra quotidiano ed esotico, consueto e straniero.
Tutti incentrati sui diversi linguaggi della danza e del teatro danza delle nuove generazioni gli ultimi appuntamenti, un vero e proprio festival del contemporaneo che si apre il 3 aprile con la Serata Explo, ovvero tre coreografie di altrettanti coreografi, tutti giovanissimi, selezionati fra coloro che hanno partecipato alla Vetrina “Giovane Danza d’Autore” del Network Anticorpi XL ; prosegue il 5 aprile con il matinée di Home alone, spettacolo di danza di Alessandro Sciarroni per il giovane pubblico con interazioni video che mette i ragazzi di fronte alla possibilità di osservare i mezzi tecnologici come veicolo di creatività e non di mera alienazione, divertendo e facendo riflettere; in serale sarà la volta di Butterfly dei Kinkaleri, anche qui uno spettacolo per il pubblico di tutte le età in cui la forma assoluta di amore che lega Cio-Cio-San a Pinkerton diventa la traccia principale per il lavoro di messa in scena, sviluppato attraverso le ambientazioni musicali, l’uso di colori e segni che appartengono al mondo dell’arte contemporanea, cercando nell’opera quella immediatezza disarmante che si rapporta con un filo diretto al pubblico dei più piccoli. Il 6 aprile sarà in scena R.OSA  – Dieci esercizi per nuovi virtuosismi di Silvia Gribaudo con Claudia Marsicano, che proprio per questo spettacolo ha vinto il Premio UBU 2017 come Migliore attrice/performer Under 35: un ‘one-woman-show’ di altissimo virtuosisimo ispirato alle immagini di Botero, al mondo anni ‘80 di Jane Fonda, al concetto di successo e prestazione; una rivoluzione del corpo che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità anche con dissacrante ironia. Chiude la rassegna il 7 aprile Saremo bellissimi e giovanissimi per sempre di e con Marco Chenevier, una performance sulla ricerca dell’interiorità a partire dal mistico domenicano del XI secolo Meister Eckhart dove la sua vita e la sua ricerca del distacco si intrecciano con una riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea nella società odierna, incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo.
Cinque grandi titoli nella Stagione di Danza con altrettanti grandi protagonisti, tra tradizione e contemporaneità. Inaugurazione il 15 novembre con il Teatro Accademico Statale dell’Opera e del Balletto “Mikhail Glinka” di Chelyabinsk e il suo Paquita, uno dei balletti del repertorio romantico più spettacolari che, reso celebre dal coreografo Marius Petipa, viene qui riproposto nella ricostruzione sui materiali d’archivio di Yuri Klevtsov, tesa a far risaltare l’allegra vitalità che permeava questo balletto. Il 21 dicembre torna a Pisa l’Aterballetto, questa volta con Tempesta, coreografia di Giuseppe Spota, musiche di Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, ovvero il capolavoro shakespeariano raccontato senza parole, attraverso il gesto, il movimento e la musica, garantendo una chiara leggibilità della vicenda originale senza rinunciare ad aprire dimensioni visionarie. Ancora una compagnia cara al pubblico pisano, lo Junior Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini, con Bella Addormentata, regia e coreografia di Diego Tortelli (24 gennaio), rilettura in chiave contemporanea della intramontabile fiaba di Perrault. Il 22 febbraio è la volta di Eko Dance International Project diretto da Pompea Santoro con Messiahaendel, coreografia di Paolo Mohovich, uno spettacolo potente, dove non ci sono narrazioni, né tantomeno la descrizione di versetti biblici, ma solo continue allusioni simboliche, in un’atmosfera sospesa tra cielo e terra, tra sogno e realtà. Chiude la stagione una prima nazionale: il 29 marzo la Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei presenta in prima assoluta a Pisa il nuovo spettacolo di Monica Casadei, Butterfly. Colori proibiti, nel quale la coreografa fondatrice della compagnia si concentra sugli ultimi momenti della vicenda, tra rimandi e suggestioni letterarie  e cinematografiche.

STAGIONE DEI CONCERTI DELLA NORMALE
Infine non è mancato un accenno alle linee della 52^ Stagione dei concerti della Normale, che sarà poi presentata nella sua intierezza nella consueta conferenza stampa della Scuola Normale Superiore e la cui inaugurazione sarà come sempre il 18 ottobre, data dell’anniversario del decreto napoleonico di fondazione della Scuola e inizio dell’anno accademico.  Elisa Guidi, responsabile della Comunicazione e delle Relazioni esterne della Scuola Normale, ha espresso molta soddisfazione per i risultati della scorsa stagione, la prima firmata dal nuovo direttore artistico Carlo Boccadoro, che hanno visto raggiunto l’obiettivo di portare elementi di novità, pur nella continuità con la tradizione, incontrando il favore del pubblico (sono aumentati abbonati, presenze e incassi) e coinvolgendo sempre di più le nuove generazioni; un traguardo da consolidare e sviluppare cercando anche di rafforzare i rapporti di collaborazione con le scuole di musica e le scuole a indirizzo musicale del territorio. In collegamento telefonico è poi intervenuto il M° Carlo Boccadoro anticipando che la prossima stagione riporterà al centro del palcoscenico il pianoforte, strumento pressoché assente da quella precedente (con la sola eccezione del concerto affidato a Jeffrey Swann) e lo farà proponendo, come sua abitudine, grandi classici e pagine di musica nuova, mostrando questo strumento sia in formazione singola che in altre varianti: concerti con due pianoforti, con pianoforte e percussioni, con pianoforte a quattro mani, con nomi di assoluta qualità, a partire da quello di Andrea Lucchesini che inaugurerà la stagione nel segno di Franz Schubert e Jorg Widmann, o come  Alexander Lonquich, Bruno Canino, Antonio Ballista, Roberto Prosseda, solo per citare alcuni dei grandi pianisti che saranno i protagonisti della 52^ Stagione. Non mancheranno poi concerti di musica antica, quartetti d’archi, ensemble cameristici molto diversi tra loro, il recital solistico di una grande violinista dell’ultima generazione, Francesca Dego; ci saranno grandi solisti di fama e i tradizionali appuntamenti con l’Orchestra della Toscana e con il Coro Vincenzo Galilei. Torneranno  anche gli appuntamenti di Scatola Sonora, la sezione inaugurata lo scorso anno, e ospitata nella Sala Azzurra della Scuola Normale Superiore, che ha suscitato tanto interesse e che proporrà ancora una volta musiche diversissime tra loro, esplorando i confini tra diversi generi. Una stagione che sarà, ha concluso il M° Boccadoro “viva, colorata, divertente, piena di fantasia e di piacevoli soprese”.

Per maggiori informazioni tel 050 941 111 www.teatrodipisa.pi.it

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