Firenze, 4 ottobre 2017

Chi sono gli spettatori del teatro? Come è possibile renderli sempre più attivi e protagonisti? Come si possono raggiungere nuove fasce di pubblico e avvicinarle all’esperienza di crescita culturale e civile resa possibile dallo spettacolo dal vivo?

Queste domande e le linee di azione che ne conseguono sono i punti di contatto fra il progetto di FTS e gli obiettivi di audience development del Festival dello Spettatore, organizzato dalla Rete Teatrale Aretina, quest’anno alla seconda edizione.

Per Fondazione Toscana Spettacolo onlus, e per la Regione Toscana, lo spettatore è sempre più al centro degli obiettivi; ne orienta linee e metodi di intervento. Il progetto culturale e sociale, che anima le stagioni del circuito, è pensato per un pubblico partecipe, come risposta alla necessità di uscire dall’omologazione, dall’individualismo, dalla solitudine, sollecitando creatività e attenzione verso un mondo artistico ricco di tradizione, ma anche aperto alle contaminazioni e alla contemporaneità.

Sono questi gli argomenti della sessione di lavoro I pubblici dello spettacolo, in programma a Firenze come apertura del Festival, in cantiere ad Arezzo da oggi fino all’8 ottobre. Amministratori, operatori, critici, docenti ed esperti del settore, ragionano sul ruolo del pubblico e sulle attività messe in campo per ampliarlo e differenziarlo, nell’ottica di uno spettatore informato e consapevole, attivo e partecipe.

Il seminario, aperto da Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, Massimo Ferri, presidente della Rete Teatrale Aretina e Beatrice Magnolfi, presidente di Fondazione Toscana Spettacolo, è organizzato in due panel. Pubblico, sostantivo plurale con interventi dei critici e docenti universitari Roberto Canziani, Andrea Porcheddu, Silvia Ranfagni e Rodolfo Sacchettini, presidente di ATP. La formazione dello spettatore/cittadino con Curzio Maltese, Virginie de Crozé, responsabile dei progetti di coinvolgimento del pubblico del Festival di Avignone, Pierluca Donin, direttore di Arteven, Laura Caruso, curatrice di Spettatori Erranti. Patrizia Coletta, direttore di FTS conclude la mattinata. Coordina il critico e giornalista Gherardo Vitali Rosati.

Nella geografia teatrale della Toscana, il lavoro sul campo di FTS, che coinvolge 62 Comuni (nella prossima stagione) in tutte le province, fotografa l’esito di un disegno unitario in cui il diritto alla cultura è al centro di ogni iniziativa. FTS sostiene la formazione di uno spettatore/cittadino, con una particolare attenzione al mondo dei giovani, visti come pubblico, artisti, futuri operatori.

Gli oltre 90 spazi teatrali – che insieme formano una sala di 23.000 posti – consentono al circuito di creare un sistema di relazioni istituzionali vasto e differenziato, di riservare attenzione per le esigenze dei territori e per valorizzare gli operatori che ne animano la vita culturale.

Il risultato dell’azione capillare si è tradotta nell’attività del 2016-2017 in 44 stagioni di prosa, 27 stagioni e rassegne di teatro ragazzi, 6 rassegne di prosa e multidisciplinari, 5 rassegne di danza, 4 rassegne estive, per un totale di 738 recite, alle quali si aggiungono 133 iniziative di formazione del pubblico. Un impegno che ha consentito di raggiungere 187.330 spettatori, con una percentuale di riempimento delle sale dell’80%.

Questi numeri, frutto del lavoro sui territori, sono stati riconosciuti dal Mibact che ha riconfermato Fondazione Toscana Spettacolo onlus come miglior circuito multidisciplinare in Italia. Oltre al convinto sostegno della Regione Toscana, contribuiscono al raggiungimento di questi obiettivi le amministrazioni associate, partner pubblici e privati, scuole e Università e, soprattutto, il pubblico.

Scarica tutti i materiali stampa de “I pubblici dello spettacolo”

Questo il video che ha aperto la giornata del 4 ottobre 2017:

 

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