Le sorelle Macaluso di Emma Dante, premio Ubu 2014 come Migliore spettacolo dell’anno e Miglior regia, arriva nei teatri FTS: mercoledì 4 febbraio al Teatro Dei Rinnovati di Siena e giovedì 5 febbraio al Teatro Guglielmi di Massa in apertura della rassegna Classici Contemporanei 2015.

Con Le sorelle Macaluso Emma Dante sembra tornare, per il particolare linguaggio e per certi temi e atmosfere, alle origini del suo teatro. Un affresco, ironico e struggente, di una famiglia siciliana, quasi tutta al femminile. Sette sorelle che durante il funerale di una di loro si fermano a ricordare, ad evocare, a sognare, a piangere, a ridere della loro storia. I personaggi, i vivi e i morti mescolati insieme, interagiscono in uno spazio immaginario, in bilico tra realtà e sogno, tra mondo e aldilà. Tutto nasce dal piccolo racconto che fece ad Emma Dante un amico: sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando. La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: “in definitiva io sugnu viva o morta?”. La figlia rispose: “Viva! Sei viva mamma!”. E la madre, beffarda, rispose: “See viva! Avi ca sugnu morta e ‘un mi dicìti niente p’un fàrimi scantàri. (Sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi)”. Un altro gioiello donatoci dall’artista siciliana per la gioia dei nostri occhi e del nostro spirito.

La famiglia è composta da sette sorelle che si fermano a ricordare ad evocare a rinfacciare a sognare a piangere e a ridere della loro storia. È il funerale di una di loro. Nel confine tra qua e là, tra ora e mai più, tra è e fu, i morti sono pronti a portarsi via la defunta. Se ne stanno in bilico su una linea sopra cui combattere ancora, alla maniera dei pupi siciliani, con spade e scudi in mano. Una famiglia in movimento che entra ed esce dal buio. Vedo un giovane padre apparire alla figlia cinquantenne, una moglie avvinghiata al marito in un eterno amplesso, un uomo fallito anche da morto, vedo i sogni rimasti sospesi tra le ombre e la solitudine e vedo gli estinti stare davanti a noi con disinvoltura. (Emma Dante)

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